Volontari nel conflitto ucraino

"Ricredetevi, gente e per il bene sia materiale che spirituale vostro e dei vostri fratelli e sorelle fermatevi, ricredetevi , pensate a ciò che state facendo" 

Lev Tolstoj, Racconti di Sebastopoli

Nella guerra asimmetrica del Donbass sono molti i volontari che combattono nelle file degli uni e degli altri contendenti. 

Uomini inquadrati in battaglioni che richiamano nei nomi e nei simboli miti e avvenimenti del passato. La distinzione spontaneismo e organizzazione da una parte restituisce la ragione della formazione di tali forze armate, tra finanziamenti di oligarchi interessati a non cambiare gli equilibri sociali e economici della zona e interventi dei servizi segreti ucraini e russi. C

osì il rapporto spontaneismo/organizzazione offre un punto di chiarimento nella dialettica politico/ militare della zona delle cosiddette "repubbliche liberate". 

In tal senso è interessante la storia di Alexey Mozgovoi, comandante della brigata "Fantasma" che aveva fatto della lotta contro la corruzione, contro le oligarchie e per la giustizia sociale l'obbiettivo della sua formazione costituita da nazionalisti, avventurieri, militari e comunisti. Mozgovoj viene ucciso in un attentato rivendicato dal gruppo militare "Ombre" ( espressione degli apparati di sicurezza ucraini) ma attribuito al governo di Lugansk intenzionato a riportare "l'ordine" nella neonata repubblica ribelle.

Alexey Mozgovoi, comandante della Brigata "Fantasma". Ucciso nel 2015


Molti comunque sono i volontari, anche provenienti da altri paesi , combattenti nelle varie formazioni. Le motivazioni che spingono le ragioni pubbliche e private di questo volontariato sono quanto mai eterogenee e le narrazioni di una parte e dell'altra rivelano tutta la loro evanescenza quando sono misurate sul campo anche da questo punto di vista. 

Insieme alla milizie filonaziste di Kiev si schierano combattenti islamici ceceni sostenuti dalla volontà di combattere il nemico russo e i suoi alleati; così come dall'altro lato si trovano combattenti provenienti dall'Abkhazia con la volontà di combattere i Georgiani schierati con il governo di Kiev. 

Ma vi sono anche i croati che si schierano contro i serbi alleati dei ribelli del Donbass. L'unico elemento unificante in questa babele di ideali sembra essere la violenza. 

Una violenza in cui riecheggiano le parole di Lev Tolstoj

[il patriottismo] è un sentimento vergognoso perché trasforma la persona non solo in schiavo, ma in gallo da combattimento, in un toro, in un gladiatore [...] un sentimento amorale perché al posto di riconoscersi creatura di Dio, o almeno una persona libera guidata dalla propria coscienza, si riconosce il figlio della patria , lo schiavo del proprio governo e compie le azioni contrarie al proprio intelletto e alla propria coscienza

Di certo un discorso facilmente adattabile alle pseudo motivazioni di molti di questi combattenti.

Se si prende in considerazione la Guardia Nazionale di Kiev schierata nell'Operazione antiterrorismo" a fianco dell'esercito regolare nella zona del Donbass, si nota che gli uomini di queste milizie sono tutti volontari che fanno riferimento a forze politiche di estrema destra come Pravy sector e Svoboda. Battaglioni dai nomi tristemente famosi come "Azov" , "Dnipr" , "Donbass " e "Ajdar" responsabili di terribili episodi di violenza ( su Youtube si possono reperire video agghiaccianti delle gesta di queste formazioni) 

Canto del Battaglione Azov 


Dall'altra parte, sul versante dei secessionisti filorussi, è emblematico il caso del Battaglione Abkhaz che nel nome "XV Colonna" si richiama alla guerra civile di Spagna anche se poi i simboli della sua bandiera si collegano alla cultura folclorica abkhaza. 

Il Battaglione abkhazo ha una pagina molto visitata su VKontakt (il facebook russo), curata attentamente nella comunicazione da professionisti. Oltre a informazioni di carattere generale sull'attività del battaglione la pagina propone una vera e propria cultura della guerra e dell'azione esaltata dalla presenza quasi costante del comandante e degli" eroi" del battaglione che intrecciano discorsi pseudo culturali sulla cultura popolare abkhaza . 

In un' intervista il comandante sottolinea l'importanza della pagina nel reclutamento di nuovi volontari: L'orizzonte culturale e ideale di queste persone sembra essere simile a quello tracciato da Scott Atran per i volontari islamisti, secondo il quale quello che ispira molti giovani non è tanto la religione quanto l'idea di "una causa esaltante e un invito all'azione che promette la gloria e la stima degli amici [...] persone che dopo essere andate via di casa cercano nuove famiglie di amici e compagni di viaggio per dare scopo e significato alla propria vita" ( Scott Atran "Rivoluzione e Stato Islamico" In Internazionale, n. 1147).

Secondo Atran l'appiattimento culturale e sociale della globalizzazione ha come effetto un processo di radicalizzazione dell'individuo per costruire un'identità più solida. Un processo che mette in discussione il valore dell'esperienza e delle idee delle generazioni precedenti sostituita da una comunicazione educativa per linee orizzontali tra coetanei. A questo va aggiunta la critica qualunquista della democrazia e delle sue contraddizioni che si risolve in semplificazioni autoritarie e/o richiami a ideologie politiche del Novecento, come il fascismo e il comunismo. 

La differenza tra esperienze di volontari del passato come quella della guerra civile spagnola o la resistenza italiana e quella attuale dell'Ucraina appare immediatamente chiara. Al di là del richiamo a uno scontro ideologico fascismo/ antifascismo che, come abbiamo visto, è estremamente ambiguo in Ucraina, la vera differenza sta nel fatto che i combattenti della resistenza e della guerra civile spagnola combattevano in nome di una libertà che per le condizioni in cui quella guerra avveniva era inevitabilmente anche difesa delle conquiste democratiche che il fascismo voleva abbattere ed eliminare. 

Nella guerra civile spagnola è abbastanza evidente nella difesa della Repubblica contro i golpisti franchisti; nella Resistenza italiana la presenza di forze politiche di ispirazione diversa ma unite dalla volontà di affermare la libertà che per l'Italia diventerà la costruzione della repubblica e la nascita di una nuova costituzione.

 I Volontari presenti oggi in Ucraina, come abbiamo visto, sono spinti invece da una parte e dall'altra dall'odio per la democrazia e della sua complessità a favore di un'azione violenta fine a se stessa.