Ucraina, 2014

Tra narrazione e mitizzazione

"Creato artificiosamente negli anni Venti, lo stato ucraino non è mai esistito come entità statuale indipendente, cioè nella forma che ha assunto oggi. Nella storia della nazionalità ucraina non si è mai manifestato un potere pubblico paragonabile allo stato di oggi." (Aldo Ferrari "Tutti i torti della crisi ucraina" in "Assalto all'Ucraina" Milano 2015.) 

Questo giudizio ovviamente non è di per se sufficiente per emettere un giudizio tombale sulla costituzione politica che ha per capitale Kiev, però fa rifelttere su questioni non marginali come quelle dei confini che sono motivo non secondario dello scatenamento della guerra che ha connotato, a partire dal 2014, le regioni dell'Ucraina Orientale.

"A guardar bene le differenze delle repubbliche jugoslave che hanno dato vita a diversi stati indipendenti non erano più marcate di quelle che vi sono oggi tra alcune regioni dell'Ucraina come la Galizia e il Donbass, le qulai parlano lingue differenti (ucraino e russo), professano religioni diverse (cattolicesimo uniate e critianesimo ortodosso), hanno un vissuto e una mentalità molto lontane tra loro." (Sandro Teti e Maurizio Carta "Introduzione" in AA.VV. "Attacco all'Ucraina" a cura di Sanro TEti e Maurizio Carta. Sandro Teti editore, Milano 2015.)

La crisi

La crisi ucraina del 2014 affonda le sue radici nella dissoluzione dell'Urss del 1991, anno del referendum che decise l'indipendenza della repubblica di Kiev; d'altra parte è inevitabile riflettere anche sul ruolo e la collocazione nel processo di globalizzazione che l'Ucraina a occupato negli ultimi venti anni. Infatti la rivolta del "maidan", iniziata nell'inverno 2013-2014 in seguito alla scelta del Preidente Yanukovich di non aderire ad un accordo con l'Unione Europea ma di preferire un accordo con l'Unione Eurasiatica sponsorizzata dalla Russia, si è scatenata in primo luogo per ragioni economiche e di collocazione geoeconomica. Almeno inizialmente, la protesta di è rivolta contro la corruzione della politica e la sua commistione con una ristretta elite di oligarchi che di fatto dai tempi dell'indipendenza dominava la vita economica del paese. Lo sviluppo della crisi si è trasformato presto in guerra aperta del nuovo governo di Kiev contro i cittadini della zona sudorientale del paese che dopo la caduta di Yanukovich reclamavano un referendum sull'assetto da dare alla nuova repubblica.


CRONOLOGIA DEGLI AVVENMENTI

Le immagini della rivolta che porta alla rimozione 

da parte del parlamento del presidente eletto Viktor Yanukovich