Ieri e oggi: testimoni a confronto

Riportiamo qui due testimonianze.

La "Lettera di G. Pintor al fratello " ci rimanda al passato,  alla guerra di Resistenza del 1943-45. 

La seconda  testimonianza è una video intervista a un volontario italiano comnbattente nel Donbass nel Battaglione "Fantasma", nome di battaglia Bozambo (appropriazione del nome di battaglia di un vecchio partigiano) . 

Dall'analisi dei due documenti emergono evidentemente tutte le differenze che in primo luogo riguardano lo spessore culturale e etico; ma se restiamo sull'accento dato alla violenza fine a se stessa, si rileva in modo inequivocabile come per Pintor l'esperienza della guerra sia una necessità inderogabile legata a precise circostanze storiche

Lettera di G.Pintor al fratello:

Quanto a me ti assicuro che l'idea di andare a fare il partigiano in questa stagione mi diverte pochissimo; non ho mai apprezzato come ora i pregi della vita civile e ho coscienza di essere un ottimo traduttore e un buon diplomatico, ma secondo ogni probabilità un mediocre partigiano. Tuttavia è l'unica possibilità aperta e l'accolgo

Per i volontari come Bozambo, invece, la violenza diventa lo strumento principale e unico con cui esprimere e affermare la propria ideologia; ed è proprio la fascinazione della morte e della violenza frammisto a qualche sgrammaticata espressione rivoluzionaria la cifra rappresentativa della scelta di molti volontari dell'attuale guerra in Ucraina.

Intervista a Bozambo