I volontari nella guerra civile spagnola

Nel saggio Guernica. 1937. Le bombe, la barbarie, la menzogna, Angelo D'Orsi  prende spunto dal terribile bombardamento della città basca di Guernica (raffigurato in modo indelebile da Picasso) per raccontare le vicende della guerra civile spagnola ed allargare lo sguardo sull'intreccio di queste con le dinamiche europee del periodo.

Uno degli aspetti salienti del conflitto spagnolo fu il coinvolgimento di decine di migliaia di volontari provenienti da tutto il mondo.


Le Brigate Internazionalli: non solo soldati

Angelo D'Orsi sottololinea come durante l'annus orribilis (1937) ci fu un fenomeno unico nella storia: quello delle Brigate Internazionali, ossia un movimento di arruolamento militare di massa in larga parte spontaneo, e su base principalmente volontaria, benché la loro nascita derivasse da una decisone del Comintern. 

Gran parte dell'esercito repubblcano non era composto da soldati professionisti ; anzi, molti di loro non avevano nessuna dimestichezza con la tattica militare e non avevano mai impugnato un'arma. 

Anche se alcuni si arruolarono spinti dalla disoccupazione, in verità "si recarono a combattere per una causa storica".

Con tutti i limiti che essi manifestarono sul piano militare, quel fenomeno fu unico anche per un'altra ragione: l'eccezionale mobilitazione di uomini di cultura, un fatto mai accatto prima. 

Questa mobilitazione portò ad un ampia produzione di opere letterarie accese dal clima rivoluzionario. 

Molte di queste ebbero un ruolo importantissimo nella propaganda della Repubblica che cercava di sopperire con la mobilitazione della cultura al grave deficit di armamenti e alle carenze organizzative.

Alcuni autori vollero passare "dalle armi della critica alla critica delle armi", spinti dalla convinzione che conto un male estremo fossero inevitabili azioni estreme, pronti a mettersi in gioco e anche rischiare la loro stessa vita.